Investire in oro: quando e perché è una buona idea

La crisi finanziaria che ha colpito le economie negli ultimi anni ha spinto molti investitori a ricercare beni sicuri. Tra questi c’è sicuramente l’oro, che riesce sempre a preservare il proprio valore anche in periodi economicamente turbolenti. Negli ultimi tempi in tanti si chiedono quindi se e quanto sia opportuno fare affidamento al metallo prezioso e, eventualmente, in che modo farlo. Andiamo dunque a scoprire quando e perché investire nell’oro.

Investire in oro, metodi possibili

Partiamo chiarendo che l’oro come forma di investimento può assumere diverse forme. La più comune è quella fisica, ovvero quella rappresentare da monete ma soprattutto dai lingotti. Il vantaggio di acquistare lingotti in oro è che non dipende dall’andamento dei mercati finanziari, per quanto esistano comunque dei rischi legati alla detenzione.

Un altro metodo è quello di investire in oro con EFT (Exchange Traded Fund) e ETC (Exchange Traded Commodities), strumenti finanziari il cui andamento replica quello del bene effettivo. Infine, c’è anche la possibilità di investire in azioni di aziende che sono legate all’oro. Con l’aumentare della quotazione dell’oro aumenteranno anche i profitti di queste aziende e, di conseguenza, il valore delle azioni.

Perchè conviene investire in oro? Quando farlo

Ma quando e perché conviene investire in oro? Come ogni altro bene l’oro presenta dei lati positivi e dei lati negativi. Come già accennato, il prezioso metallo giallo è un bene rifugio che sfugge alle variazioni finanziarie. Proprio in un periodo in cui il dollaro registra un calo anche a causa delle tante tensioni geopolitiche, l’oro, il cui andamento è storicamente inverso a quello della moneta americana, potrebbe rappresentare un’opzione valida per mettere al sicuro il capitale. Nel corso del tempo i cambiamenti legati a questo bene sono lievi e la sua volatilità è bassa.

L’oro è poi estremamente efficace nel lungo periodo. Il motivo è ben chiaro, visto quanto spiegato in precedenza. La sua stabilità è un elemento in grado di dare sicurezza agli investitori, soprattutto a quelli che sono alla ricerca di un investimento in grado di sopportare eventuali crisi presenti e future. Inoltre, in quanto bene fisico, l’oro non è soggetto a situazioni di default finanziario.

Investire in oro, l’altro lato della medaglia: svantaggi

Attenzione però, perché se è vero che l’oro è il bene rifugio per eccellenza questo non significa che non esistano delle criticità. Ad esempio, negli ultimi 45 anni, ovvero dal momento in cui il presidente Nixon ha messo fine al rapporto di cambio fisso tra dollaro e oro, investire in quest’ultimo ha reso meno. Per la precisione, investire in oro ha reso in totale il 455%, un dato nettamente inferiore a quello del mercato azionario che ha registrato una crescita del 1728%. Se è quindi vero che investire nell’oro può rappresentare un’alternativa più sicura è altrettanto vero che, almeno ad oggi, i maggiori guadagni sono stati generati dal mercato azionario.

Inoltre, com’è facilmente intuibile, riuscire a ottenere risultati soddisfacenti in tempi brevi con l’oro è sostanzialmente impossibile. Se l’obiettivo è quindi quello di ottenere risultati in fretta, l’oro non è la scelta più adatta. Infine, un ulteriore svantaggio è rappresentato proprio da uno degli aspetti più rilevanti dell’oro, ovvero la sua bassa volatilità. Nell’eventualità di un calo sarebbe molto difficile tamponare i danni, ma parliamo comunque di una possibilità remota.

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