Greggio ancora giù

Precipitano ancora verso il basso, in questo avvio di 2015, le quotazioni del greggio nonostante una seduta ad alta volatilità. Nonostante la partenza in rialzo sia il Brent che il petrolio statunitense sono scivolati giù vero il baratro, rispettivamente a 56,51 e 52,64.
In particolare, a pesare sono ancora i timori di un eccesso di produzione che spinge gli investitori ad un vero e proprio panic selling che se da un lato rappresenta una manna dal cielo per i trader intraday dall’altro espone a gravi rischi sia gli investitori a medio e lungo termine sia diverse economie nazionali.
Altro nodo da scogliere è la guerra tra i paesi OPEC ed i paesi produttori di Shale Oil, senza considerare la seconda guerra fredda tra USA e Russia. Entrambi questi fattori tengono sotto scacco il prezzo del greggio e gli investitori di mezzo mondo.

Al momento non si scorgono fattori che spingano al rialzo, ottima occasione per gli shortisti, tuttavia, sembra impossibile che la situazione possa perdurare ancora a lungo, nonostante molti analisti vedano il prezzo del greggio anche sotto i 40 $ al barile.
Ken Hasegawa di Newedge Japan, ha commentato:

Sul fronte dell’offerta non è cambiato niente. A meno di tagli alla produzione, al momento i mercati petroliferi non possono essere forti

Nonostante ciò, un certo numero di investitori ha piazzato un discreto numero di ordini in acquisto, in vista dell’inizio delle contrattazioni del nuovo anno sulla scommessa di un rimbalzo dei prezzi nel 2015.

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