Grecia in default nel 2015?

La Grecia in default nel 2015? E’ questa la domanda a cui gli investitori Europei e di tutto il Mondo cercano di dare una risposta. Come se non bastassero la seconda guerra fredda tra Russa e Usa, il crollo delle materie prime ed in particolare la guerra dei prezzi  tra paesi Opec ed altri produttori petroliferi a mettere in crisi le economie globali; ora ci si mette anche il rischio della Grecia in default nel 2015 a mettere sotto pressione gli indici Europei.
A gettare ancora una volta benzina sul fuoco è stato Alexis Tsipras, leader della sinistra radicale rappresentata dal partito Tsipras, con le parole che riportiamo.

Cancellare la maggior parte del valore nominale del debito pubblico, per poi introdurre una moratoria sul piano di rientro e una clausola di crescita per ripianare il debito restante

Le parole dell’uomo che probabilmente vincerà le elezioni del 25 gennaio in Grecia hanno appesantito le ultime due sedute di Borsa a Piazza Affari, ma soprattutto aumentano le probabilità di una Grecia in default nel 2015. Infatti, i mercati non hanno gradito queste dichiarazione che hanno fatto impennare lo spread tra Btp e Bund a 140 punti ed hanno innalzato i rendimenti dei Titoli greci ben oltre il 10% annuo.
Intanto la Germania, pur smentendo le voci che vedono la Merkel favorevole ad un Grexit, dichiara che l’Europa è pronta ad affrontare un’eventuale uscita del paese ellenico dall’UE o peggio ancora una Grecia in default nel 2015. Tuttavia, è innegabile che paesi periferici come Spagna, Irlanda, Italia e Portogallo ne risentirebbero in modo pesantissimo.

Intanto, come scrive Il Fatto Quotidiano

Il 22 gennaio si riunisce il Consiglio dell’Eurotower che dovrà decidere se procedere subito con il piano di acquisto di titoli di Stato (quantitative easing) per rilanciare la crescita dell’Eurozona. La banca centrale tedesca è contraria proprio perché teme ripercussioni sui bilanci dei Paesi più virtuosi. Tanto più dopo che il leader di Syriza ha insistito sul fatto che, in quell’eventualità, anche i titoli greci dovranno rientrare tra quelli oggetto del programma. Di qui lo stallo, che potrebbe indurre la Bce a rinviare ancora per attendere l’esito delle elezioni greche.

Da quanto si può facilmente intuire il quadro è estremamente complesso ed in continua evoluzione. Il rischio di una Grecia in default nel 2015 è estremamente concreto e le ripercussioni sull’economia mondiale, l’economia italiana ed i nostri Titoli di Stato potrebbero essere drammatiche.

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