Default della Cina. E’ un rischio reale?

In molti in questo periodo di turbolenza finanziaria si chiedono se un Default della Cina sia un rischio reale. Analizziamo insieme le possibilità di un eventuale default cinese.
Senza dubbio un Default della Cina, allo stato dei fatti, avrebbe delle ripercussioni inimmaginabili sul quadro finanziario ed economico mondiale. Un default cinese rappresenterebbe un collasso non solo del più importante polo industriale e manifatturiero al mondo, ma anche il crollo di un’importantissima fetta di consumatori mondiali, con ripercussioni sulle esportazioni di tutti i paesi.
Ma quanto è reale il rischio di un Default della Cina nel 2015? Prevedere il default di uno stato sovrano non è mai semplice, basti pensare al caso Greco che ha incollato agli schermi migliaia di investitori per notti intere ed ancor oggi è incerto. Lo stesso vale per un eventuale default cinese. Ma proviamo ad analizzare alcuni aspetti che ci aiuteranno a capire se il Default della Cina sia un rischio reale, ed in caso positivo se sia un rischio imminente.

Default della Cina e scoppio della Bolla Cinese

In molti in seguito allo scoppio della Bolla Cinese si sono chiesti se il rischio di un default cinese sia reale. Innanzitutto, ricordiamo che la brusca frenata cinese, e quindi lo scoppio della bolla, era qualcosa di ampiamente prevedibile. Un paese che cresce per circa 20 anni al ritmo del 10%, in cui la metà della popolazione vive in povertà, dipendente dalle esportazioni in un mondo in recessione, con un welfare in crescita e con l’aumentare dei diritti sindacali deve per forza rallentare. Ma può mai questo rappresentare l’inizio di un Default della Cina? Certamente si, ma si tratta di possibilità con probabilità remote. Più che default cinese sarebbe corretto di parlare di rallentamento dell’economi cinese. Più che di Default della Cina sarebbe corretto parlare di assestamento tecnico.
Tutto questo per dire che prima di un default cinese ci sono presumibilmente anni di provvedimenti come tagli ai tassi di interesse, immissioni di liquidità e aggiustamenti dei tassi di cambi. Insomma, un’estate “calda” non basta per gridare l’allarme per un possibile Default della Cina.
Per analizzare un default cinese è innanzitutto necessario analizzare il rapporto debito pubblico-PIL. Lo stato cinese ha un debito statale bassissimo (pari al 19% del Pil), anche se l’indebitamento delle imprese è aumentato dal 98% del Pil del 2007 al 155% del Pil del 2014. Insomma questi dati non lasciano presagire ad un’imminente Default della Cina.

Default della Cina nel 2015? Una possibilità remota

Un default cinese nel 2015 è un’ipotesi abbastanza remota, e lo stesso vale per un’evenuale Default della Cina nel 2016. Insomma, si tratta ancora di uno stato incredibilmente solido, con fondi sovrani notevoli, la cui crescita è rallentatata bruscamente ma anche per fattori esterni. In altre parole un default cinese non è impossibile, ma è molto improbabile soprattutto considerando che il mondo interno importa prodotti cinesi che sono estremamente concorrenziali e lo saranno ancora per lunghi anni. Nonostante l’informazione che trapela dallo stato asiatico sia scarsa, i fondamentali cinesi non lasciano presagire alcun Default della Cina, ovviamente questo nn significa che i listini asiatici non possano continuare a crollare.

 

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